ALCUNE FORME DI LAVORO ATIPICO NELL'OVEST MILANO

I risultati di questo studio hanno fornito diversi elementi sui quali vale la pena richiamare l'attenzione.
In primo luogo, i dati hanno messo in luce in maniera piuttosto nitida come le quattro tipologie contrattuali esaminate abbiano una presenza di un certo rilievo e si leghino strettamente ad una serie di segmenti ben precisi della domanda di lavoro dell’Ovest Milano. A questo proposito, ad esempio, si è avuto modo di constatare la forte interconnessione che sussiste tra la somministrazione e l’industria manifatturiera, nonché il legame del lavoro intermittente e delle collaborazioni con il terziario (soprattutto per quanto riguarda le funzioni non commerciali), o, ancora, quello che sussiste tra il lavoro domestico e le attività di cura della persona. Talora, questa relazione – come accade per l’ultima delle fattispecie citate – è insita nella natura stessa del contratto e negli intenti del legislatore, altre volte, invece, deriva da una serie di valutazioni e di strategie differenti.
Il secondo ordine di considerazioni, riguarda l’interpretazione delle variazioni rilevate nel corso del tempo. Si è visto chiaramente che queste non sono semplicemente l’effetto degli andamenti congiunturali ma riflettono una serie di determinanti più profonde che riguardano, da un lato, la convenienza e l’opportunità connessa agli sviluppi della normativa, dall’altro anche una serie di ulteriori bisogni. Al riguardo, se la dinamica degli avviamenti in somministrazione può essere letta, entro certi limiti, come indicativa del ciclo economico, altre evidenze hanno una spiegazione differente. Si pensi, ad esempio, al picco del lavoro domestico del secondo trimestre del 2009, in corrispondenza della regolarizzazione di tali attività, piuttosto che al più recente punto di massimo delle attivazioni dei contratti di natura intermittente (aprile 2017), occorso in concomitanza dell’abolizione dei voucher.
L’ultima riflessione attiene la condizione e le prospettive delle persone avviate mediante queste forme di impiego. Benchè per alcuni di questi istituti il legislatore abbia previsto anche il tempo indeterminato, nella pratica essi si associano, assai di frequente, ad una permanenza del tutto frammentaria nel mondo del lavoro, innescando, non di rado dei meccanismi di lock-in, che non hanno alcuno sviluppo nella direzione di una successiva stabilizzazione.

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