LE IMPRESE E IL LAVORO NELL'OVEST MILANO: SCELTE, STRATEGIE E COMPORTAMENTI

Il Quaderno offre una disamina che esordisce dai dati sulle comunicazioni obbligatorie rilasciate ai Centri per l’Impiego, per, poi, ricostruire e studiare a fondo gli accadimenti che hanno visto protagoniste le realtà dell’Alto Milanese e del Magentino – Abbiatense che, durante il periodo compreso tra il 1/1/2013 ed il 31/12/2016, hanno attivato un rapporto di lavoro o un tirocinio. Nello specifico, si sono osservate le 11.920 imprese e le loro 13.089 unità locali che, nel periodo esaminato, in maniera più o meno continuativa, si sono rivelate occupazionalmente attive, avendo interagito con il mercato del lavoro ed avendo generato, in aggregato, un volume di 132.640 avviamenti (127.101 rapporti lavorativi e 5.539 tirocini extracurricolari). Oltre a quantificare il numero delle comunicazioni e la loro collocazione temporale, i dati elaborati hanno permesso di desumere una serie di ulteriori dettagli di particolare interesse.
Innanzi tutto, è stato possibile ricavare una serie di informazioni circa i due soggetti coinvolti, l’impresa, da un lato, ed il lavoratore dall’altro. Della prima è stato considerato il settore economico di appartenenza e l’ubicazione, oltre ad altre variabili minori. Per quanto riguarda, invece, le persone, è stato possibile dedurre alcuni caratteri socio demografici, quali il genere, l’età al momento dell’assunzione, il comune di domicilio e, pur con alcune cautele, il titolo di studio.
In secondo luogo, si è proceduto a qualificare e ad approfondire le caratteristiche del rapporto che si è instaurato, esaminando, in particolare, la specifica tipologia contrattuale utilizzata, la mansione di impiego ed il periodo in cui si è verificato tale evento, ricostruendone altresì la successione temporale in ottica longitudinale. Il punto di vista adottato, come già si diceva, focalizza l’attenzione sui comportamenti delle imprese e, dunque, si propone di operare una segmentazione in base al modo in cui sono stati combinati i diversi istituti contrattuali per i nuovi inserimenti in organico, piuttosto che in considerazione delle modalità che hanno orientato la domanda dei vari profili.
Da ultimo, sono state affrontate due ulteriori questioni. L’una ha inteso analizzare la propensione o meno a creare una serie di relazioni durature con i neo-assunti, l’altra è stata, invece, finalizzata a far emergere eventuali criticità connesse al sotto utilizzo della forza lavoro più qualificata (overeducation) o, comunque, al suo impiego non ottimale in relazione alle sue potenzialità.

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