GLI ANDAMENTI DEL LAVORO DIPENDENTE NELL'OVEST MILANO DURANTE IL 2017

L’esame degli accadimenti che hanno contraddistinto la zona va, innanzi tutto, inquadrato all’interno delle tendenze che, trasversalmente, hanno trovato riscontro in tutto il Paese, ovvero la prosecuzione della crescita dello stock degli occupati (che, ad aprile, ha superato i valori del 2008), il conseguente aumento dei tassi di occupazione e la contemporanea riduzione delle persone alla ricerca di un impiego, nonché della loro incidenza sull’offerta di lavoro. Nonostante tutto ciò, ancora oggi non si può, però, parlare, in Italia, di un vero e proprio riassorbimento della disoccupazione rispetto ai livelli pre-crisi, al pari di quanto si osserva anche in altri stati quali Grecia, Spagna e Croazia.
Spostando ora l’attenzione, più nello specifico, all’analisi della situazione dell’Ovest Milano, il 2017 appare caratterizzato per 42.147 avviamenti al lavoro, 24.631 dei quali imputabili alle aziende localizzate nell’Alto Milanese e 20.792 nel Magentino – Abbiatense. Rispetto al dato complessivo, il lavoro dipendente conta 35.650 attivazioni contrattuali, rappresentando, in tal modo, l’84,6% del totale dei flussi occupazionali rilevati. Se, in aggregato, gli avviamenti effettuati dai datori di lavoro insediati nell’area crescono del +1,6%, passando da 41.497 a 42.147 unità, il lavoro dipendente, di contro, segna un calo (-2,5%) che, però, deriva da una tendenza alla stabilizzazione o, per lo meno, all’allungamento delle durate contrattuali. Nell’ultimo biennio, infatti, si osserva una certa crescita del numero delle persone avviate (+4,1%), che, associato alla dinamica decrescente delle nuove attivazioni, porta con sé un decremento del grado di flessibilità lavorativa interno al sistema economico locale. Ciò è sancito dal passaggio da 1,26 (2016) a 1,18 avviamenti pro capite (2017)..

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